the-last-of-us-main-art The last of us

Naughty Dog , famosa azienda produttrice di videogame statunitense , non ha mai deluso i fan ,  dimostrandosi sempre all’altezza delle aspettative degli utenti, tuttavia con questo the last of us riescono  a sorprendere ancora portando una ventata d’aria fresca in un genere di giochi ormai troppo simile a se  stesso, ma andiamo con ordine.

La storia

Avrete forse sentito parlare del cordyceps , fungo che si attacca al cervello di piccoli esseri viventi e  attraverso questi diffondono le spore , immaginate ora un mondo in cui questo fungo è in grado di  infettare anche gli uomini rendendoli zombi privi di ragione , otterrete cosi lo scenario in cui è    ambientato the last of us , Naughty Dog ha tolto cosi ogni elemento di misticismo al tema dell’invasione  zombi creando un mondo di gioco in cui l’apocalisse ha valenza scientifica e le varie tipologie di zombi  non si basano su strane gerarchie mistiche ma sul tempo e livello di infezione , rendendo il tutto  estremamente realistico e quindi più immersivo per il giocatore . Il giocatore si ritroverà nei panni di  Joel , burbero uomo che dopo aver subito un terribile lutto si ritroverà coinvolto in un viaggio che lo  porterà alla fine a una sorta di redenzione verso se stesso , mossa geniale quella degli sviluppatori di far  impersonare ai giocatori non il protagonista bensì l’accompagnatore della protagonista , ovvero Ellie  giovane ragazza che rappresenta l’unica speranza per il genere umano , in questo modo viene messo  l’accento sul vero punto di forza del gioco ovvero la narrazione , sebbene la storia sia semplice seppur originale sotto certi aspetti questa è narrata in maniera impeccabile con una sceneggiatura e regia da far invidia ai migliori film Hollywoodiani , ricca di colpi di scena che lasceranno a bocca aperta lo spettatore e capace di catturarlo e stringergli il cuore fin dai primi minuti di gioco . Joel accompagnerà cosi la giovane ragazza attraverso un mondo ricco di pericoli , dove la natura ha ripreso il sopravvento , tra atmosfere buie e inquietanti e paesaggi onirici e mozzafiato in un perfetto equilibrio il giocatore si troverà a condividere le stesse emozioni di Ellie. La storia si evolve con un  ritmo in media regolare tra sequenze concitate che terranno alta la tensione e l’adrenaline e fasi più lente e contemplative in cui conosceremo i personaggi in tutte le loro sfaccettature e ne seguiremo l’evoluzione attraverso il gioco , sia dei personaggi che dei profondi legami che si formano tra loro e che sono forse la cosa più interessante e determinante dell’intero gioco , fino a giungere a un finale che di certo lascia di stucco . Se a un’occhiata superficiale per quanto innovativa sotto certi punti di vista il gioco puo sembrare una classica storia di zombi Naughty Dog sorprende anche sotto questo punto di vista , infatti andando avanti nella storia gli zombi andranno in secondo piano per lasciar spazio agli uomini stessi , la lotta per la sopravvivenza nel videogioco finisce per essere non tra uomini e zombi ma tra uomini e uomini stessi , infatti gli infetti non saranno gli unici pericoli che dovremo affrontare , le strade infatti sono ricche di contrabbandieri e cacciatori , che saranno il più temibile nemico di tutti , il titolo stesso è particolare :”the last of us ” gli ultimi di noi , questo perchè il gioco è un viaggio dell’uomo attraverso l’uomo stesso , mettendone in luce le debolezze e i difetti attraverso una violenza fisica e psicologica sempre contestualizzata e,per quanto le scene appaiano dure e forti come un pugno allo stomaco, sempre realistica.

Il gameplay

Ma non è tutto oro quel che luccica , infatti se dal punto di vista della storia e della narrazione ci troviamo di fronte a un’opera che rasenta la perfezione dal punto di vista tecnico e del gameplay riscontriamo qualche criticità . Se con la storia  molto è stato osato dal punto di vista del gameplay ci ritroviamo davanti a un gioco che prende spunto da altri vari generi creando qualcosa di solido ma di gia visto , con sessioni action e altre stealth e altre ancora esplorative , ma attenzione , non aspettatevi tuttavia un open world e un free roaming , infatti seppur con fasi esplorative in ambienti più o meno ampi il gioco è comunque un tunnel che ci obbliga a seguire il percorso predefinito , ma anche questa è una scelta azzeccata in quanto necessaria a raccontare bene la storia , tuttavia a volte le meccaniche di gioco risultano ripetitive  anche gli enigmi ambientali per quanto segnati da un bel level design. L’I.A è di buon livello soprattutto se si sale con il livello di difficoltà , con la quale diminuiscono anche il numero di risorse trovabili nel gioco , rendendo il  gioco più complesso e rende necessario lo sviluppo di una strategia per affrontare gli scontri . Dal punto di vista puramente tecnico ci troviamo su un buon livello , dal punto di vista grafico è una delle migliori opere su ps3 , il gioco risulta abbastanza fluido anche se non mancano i cali di frame rate , anche se spesso arrivano nelle scene più contemplative e non concitate in modo da non intaccare molto l’esperienza di gioco , tuttavia sono presenti diversi bug , ma la cosa che potrebbe recare più fastidio a volte è la stessa Ellie , che in fasi di gioco stealth correrà in giro spesso davanti ai nemici (ma senza mai essere notata) incrinando quell’atmosfera cosi coinvolgente e costruita con enorme cura . Il sonoro è perfetto e sempre in armonia con il tipo di scene presenti capace di enfatizzare ancora di più un’opera gia perfetta . Non mancano inoltre elementi da collezione da ricercare all’interno del videogioco , dai fumetti alle spille delle luci , cosi da soddisfare anche i collezionisti. In quanto a longevità si attesta su medi livelli con una storia di circa 12 ore

Conclusioni

In sostanza The last of us è una vera e propria perla del panorama playstation , imperdibile per chi ne possiede una , capace di commuovere come pochi altri videogiochi e seppur con qualche pecca queste appaiono trascurabili di fronte all’accurato lavoro messo in atto da Naughty Dog regalandoci quello che fino ad ora si avvicina di più alla nomea di capolavoro

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